...Campli nel Blues 2005...
...Hy people. Una delle sorprese di questa estate in Blues è stato il Campli Blues Festival. Davvero una lieta scoperta la rassegna abbruzzese in piedi dal 1993. Storia vissuta e sofferta quella di Campli. Sorto in origine come Blues festival, ha cambiato + volte indirizzo artistico nel corso degli anni, x giungere solo ora ad una definitiva riaffermazione in chiave bluesy. Ed in che modo! Dal 28 al 31 luglio sono saliti sul palco musicisti come Sherman Robertson, Junior Watson, "Sax" Gordon Beadle, Gary Primich, Bob Stroger e Big Jack Johnson. Un cartellone davvero che non ci si aspetta in un borgo tanto splendido quanto minuto (2000 anime!), nel profondo dell'Abbruzzo. MOJO STATION non poteva quindi mancare. Infatti:
Venerdi 29 luglio - JUNIOR WATSON & The Allstars Band with Gordon Beadle: Istrione. Californiano dentro. E Blues nel profondo. Tanto basta x parlare di questo zingaro della sei corde che calca da decenni i palchi di mezzo mondo. ed a volte anche l'estetica spiega: provate infatti ad immaginare un chitarrista blues impanato in una camicia a fiori. Serata da "spaccacorde" quindi. Ma di quelle fatte ad arte. Ed allora via con gli assoli mistici, con i chitarrismi semi "ipertrofici", etc..etc.. Ma quanta anima, gente. WATSON, bisogna ammetterlo, può permettersi di fare ciò. Ha il buon gusto di "sparare" note, dato che riesce anche a capire quando aggiungere e sopratutto, "togliere". Certo, quando l'anima flower power preme forte, si sente. Con un grande senso d'ironia il nostro, rende il suo tributo al grande Jerry Garcia e a tutti gli altri di allora. Ma ci si può stare. Diciamo la verità, se non ci fosse, WATSON bisognerebbe inventarlo...
Due parole su Campli in Blues 2005: un cartellone spettacolare in un festival tirato sù nella profonda provincia italiana. Così lontana dai clamori cittadini, questa realtà merita fino in fondo di essere sostenuta ed appoggiata. Come già x altri festival, evidenziamo quanto spesso la piccola provincia, riveli una passione ed un approccio al Blues degno di ben altre dimensioni urbanistiche. Un incentivo forte quindi a realtà come Campli (www.camplinelblues.it) ad andare avanti così. A quale prezzo? Gente, il festival era gratuito...