...COREY HARRIS...
...E molto altro. Domenica 06 novembre presso Stazione Birra, via Placanica 172, si è svolto il I° MOJO STATION BLUES FESTIVAL-ROMA '05. Una lunga "maratona in Blues", è stata definita da molti articoli di presentazione usciti su diverse testate giornalistiche. E così è stato. Nonostante il maltempo, le adesioni del pubblico non sono mancate. Dalle h19:45 fino a notte fonda, si sono alternate sul palco cinque formazioni diverse ed una compagnia teatrale. Al termine di ciò, l'evento clou, il concerto di COREY HARRIS con il suo trio. Davvero ve ne è stato x tutti i gusti. L'idea di proporre diversi linguaggi musicali "in Blues" ha avuto successo, grazie sopratutto alla professionalità ed alla passione con cui le bands hanno affrontato il Festival.
Si è iniziato con le visioni solistiche di KOLOMANU_NUNU, che in versione one man band, ha evocato la tradizione: voce e chitarra elettrica e null'altro a scandire la sua musica. Siamo andati avanti con LOUISIANA DOCTORS e la loro meravigliosa mescolanza di blues, zydeco e cajun e lo sguardo rivolto a New Orleans. Il Chicago Sound con ritmiche richiamanti le Hills, ha preso forma con JUKE JOINT BLUES REVUE, che con un sound solido e robusto hanno davvero impressionato. Il trio di STEFANO MALATESTA, con alcuni ospiti, in particolare CLAUDIO MARTINEZ all'armonica, ha reso bollente l'atmosfera. L'interazione tra chitarra ed armonica mostrata dai due musicisti, si è palesata ancora una volta come una delle migliori soluzioni Blues della scena romana. Giusto x non farsi mancare nulla, gli astanti hanno spezzato la tensione emotiva generata dai live-set con il reading THE BLUES a cura del teatro YGRAMUL. Nonostante un minutaggio forse eccessivo della performance teatrale, in pochi hanno saputo resistere alle anime di BILLIE HOLIDAY e B. B. KING, splendidamente evocate dagli attori Antonio Sinisi e Chiara Visca. Quest'ultima in particolare, con indubbio fascino, ha stregato molti degli astanti presenti. Ed ancora grande Blues, a seguire con MISSISSIPPI MOOD. Inutile aggiungere altro: tonici e muscolari, Semproni & soci hanno diffuso nell'aria la giusta quantità e qualità di adrenalina. Il tutto x preparare il terreno al COREY HARRIS TRIO. Gente, che spettacolo! Due ore di Blues e tradizione musicale nero ed afro-americana. Un lungo viaggio che ha visto partenza e ritorno nel Blues, con continui spostamenti in ambito afro e reggae. COREY HARRIS (v/g), VICTOR BROWN (b) e JOHNNY GILMORE (d), hanno tessuto uno splendido intreccio musicale che ha visto affacciarsi ripetutamente sul palco, i profili di TAJ MAHAL, ALI FARKA TOURE' e tanti altri bluesmen. Il chitarrismo di COREY, non è risultato mai invasivo e fuori posto. Misurato e calibrato con gusto, intimo ed africaneggiante prima, voluminoso e forte poi. Se questo tour è ufficialmente la presentazione del disco DAILY BREAD, ovviamente il live è anche molto, molto altro. Ed allora si dipanano dal nuovo lavoro brani come Daily Bread, Go to be a better way, Lamb's bread e Khaira, ma non mancano estratti da DOWNHOME SPHISTICATE quali Black Maria, Money on my mind, Money Eye, Santoro e tante altre ancora. E si torna ancora + indietro con Sweet Black Angel (GREENS FROM THE GARDEN) e Catfish Blues (BETWEEN MIDNIGHT AND DAY), quest'ultima suonata in solitudine al termine del concerto. Ma non sono solo questi i brani che COREY sciorina al pubblico; figuratevi se poteva mancare Keep your lamp trimmed and burning, con un MISSISSIPPI FRED MCDOWELL che si è affacciato sul palco a dare l'assenso. Ed in un processo improvvisativo degno del + classico contesto jazzistico, HARRIS inserisce all'interno dei brani starlci di riff provenienti da MISSISSIPPI TO MALI. Compaiono qua e la, dei passaggi ascoltati in ALI FARKA TOURE', WILLIE KING e OTHA TURNER. Capacità interpretativa e scrittura autografa, sono le credenziali che fanno di COREY HARRIS, uno dei maggiori interpreti del Blues contemporaneo, assieme alla sua passione x le tradizioni e le radici musicali dalle quali proviene.
E sul palco del I° MOJO STATION BLUES FESTIVAL-ROMA '05, abbiamo assistito a tutto questo. Speriamo quindi di aver indicato con i diversi linguaggi del Blues, proposti sia dalle band romane che dal COREY HARRIS TRIO, la giusta direzione. Come dire, GOIN' DOWN SOUTH ...
In calce a quanto scritto finora, ci preme ringraziare, oltre al pubblico pervenuto ed ai musicisti, gli amici e tutti quelli che in maniera diretta e non, hanno permesso che questo avvenisse.
And Nothin' But The Blues...